Tantra significa trama tessuto. Il Tantrismo è chiamato anche la via del veicolo di diamante. Questo ramo delle filosofie buddiste è forse quello meno diffuso, la sua caratteristica principale è quella di essere intriso di molte pratiche ritualistiche, la diffusione in occidente è arrivata a seguito del nuovo regime cinese in Tibet che ha disseminato i suoi seguaci nel nord dell’India e attualmente in tutto il mondo.  La sua originalità sta nella vastità di riti, simboli, mantra e mandala atti a trasformare l’energia del corpo parola mente come via del risveglio. Il Tantrismo è una via al di là delle altre, come se ne fosse una estensione: il Theravada cerca la realizzazione personale, il Mahayana guida all’etica delle relazioni per realizzare l’amore universale, il Vajrayana arriva all’essenza in cui tutto è vacuità attraverso una mente libera da illusioni e attaccamenti. Addentrarsi nel tantrismo risponde al desiderio di sperimentare la vacuità, per questo è necessario aver capito l’importanza della realizzazione personale e dell’amore universale. Il tantrismo è il tentativo di porre il Kàma(desiderio) in ogni suo significato, al servizio della liberazione. Pertanto anche la pratica sessuale non è più un fine ma un mezzo di risveglio. Intraprendere un sentiero tantrico significa intraprendere un cammino dentro se stessi verso la liberazione e il risveglio.

La saggezza della Mente

Per accedere a una visione pura dell’esistenza bisogna prima di tutto aprire la propria mente e poi cambiare radicalmente la propria visione del mondo. Tutto quello che percepiamo dell’esistenza, il bello e il brutto, quello che è buono e cattivo, quello che piace o che si detesta, le fonti di felicità o di sofferenza, non sono altro che il riflesso delle proiezioni e dei veli della mente confusa, condizionata e trascinata nel diluvio emozionale. Esistono esercizi e tecniche di meditazione per spalancare le porte al potenziale creativo che è in ciascuno di noi, per prendere saldamente in mano la nostra vita e diventare artefici della nostra felicità.

La spiritualità è una condizione della mente. Le persone spirituali sono coloro che ne ricercano la vera natura e che arrivano in tal modo a comprendere gli effetti del proprio comportamento, osservando in tempo presente le azioni del proprio corpo, della parola e della mente. (Deborah Gorrieri)

Oltre la dualità e l’attaccamento

I misteri della sessualità mistica sono celati tra le pieghe dei testi sacri, spesso ben criptati, ma anni di pratica aiutano nella decodificazione. E’ un percorso che va abbinato alla propria crescita interiore, nel senso che i troppi condizionamenti che abbiamo sulla sessualità rendono necessario un lungo lavoro preliminare. Non è praticabile questo tipo di amore se si pensa che sia solo una questione tecnica. In realtà un enorme lavoro sulla propria psiche è necessario viatico per la resa nell’ambito della sessualità mistica. E’ una questione che concerne anche l’etica. Uno deve aver fatto i conti con imbarazzi o vergogne, paure, sindrome da abbandono, gelosie, possesso, attaccamenti, territorialità, identificazione nel partner e tutto ciò che normalmente contraddistingue un rapporto di coppia. Chi crede di poter fare a meno di questo lavoro, oppure si nasconde giustificando in qualunque modo la seppur minima presenza di tali “sentimenti”, si sta prendendo in giro da solo. Libertà e Amore devono essere una cosa sola… e la sola cosa! Il resto è pietra d’inciampo e serve solo a giustificare le proprie mancanze. (Claudio Marucchi)

Il risveglio della coscienza

Vita e Morte sono inseparabili e acquistano significato una dall’altra. I mistici vedono la vita come un dialogo costante con l’anima del mondo, tutti gli eventi sono porte di ingresso, e il mondo si rivela continuamente. Sono capaci di vedere la più profonda spiritualità negli avvenimenti più comuni. La maggior parte di noi non ha questo dono. Abbiamo bisogno di qualcosa di più grande, qualcosa che blocchi con autorità le nostre abitudini di vedere e ascoltare, di qualcosa che sfidi le nostre percezioni e i nostri modi abituali di pensare, per riconoscere la vera natura delle cose. La morte è una di queste porte. Per molte persone, la vita autentica incomincia nel momento in cui si contatta la morte. La natura della vita è sacra, tante vite e tanti bardi (trapassi) accompagnano la nostra esistenza fisica. Per la maggior parte di noi il sacro si mostra come un lampocome una breve apparizione fra un respiro ed un altro. La quotidianità copre il reale e viene erroneamente scambiata davvero per reale, finché qualcosa non provoca uno strappo in questo tessuto e mostra ciò che è autenticamente vero: l’esistenza.

Amore e morte sono dei grandi doni che ci sono stati concessi, perlopiù scompaiono prima ancora di essere stati aperti (Rainer Marie Rilke)